Giovani violenti. Conferenza di Bran.co

Giovani violenti. Conferenza di Bran.co

26/11/2023 Off Di   Redazione   In   Giornale di bordo   

Sin dalla sua comparsa nel panorama delle associazioni dedite al terzo settore, Bran.co ETS ha posto la sua speciale attenzione sul mondo giovanile attraverso l’organizzazione di iniziative a loro appositamente dedicate. L’aumento generalizzato di episodi di violenza, molti dei quali caratterizzati da una particolare efferatezza, costituisce una nuova (o già vecchia) frontiera di riflessione e di intervento concreto, al riparo da sterili semplificazioni o da motivazioni di comodo. Da cosa proviene tutto ciò? Lo svilimento mirato e abilmente orchestrato della famiglia, cellula fondamentale dell’umana società, può essere annoverata tra le ragioni di questo preoccupante approdo? La reclusione forzata dettata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 può aver dato una poderosa accelerata ad uno stato di malessere già a tratti latente tra le giovani generazioni? E ancora, com’è possibile immaginare il nuovo (o rinnovato) ruolo di scuola e associazioni di volontariato, entrambe agenzie educative cruciali per lo sviluppo pieno e consapevole di bambini e ragazzi, nell’attuale contesto di decadimento morale e sociale di una intera nazione?

Si parlerà di tutto questo nel corso dell’incontro, ideato e promosso proprio da Bran.co, in programma mercoledì 29 novembre alle ore 21 presso la Sala Maddalena (via Santa Maddalena, 7) in quel di Monza. Oltre ai volontari dell’associazione Ilaria Colombo (presidente) e Paolo Camiciotti, educatore professionale, a sviscerare il tema (e possibilmente a dare risposte) saranno la Dott.ssa Elisabetta Aldrovandi, Garante regionale per la tutela delle vittime di reato, e l’Avv. Carlo Cappuccio (Foro di Monza).

Cercare chiavi di comprensione chiare e credibili della recrudescenza di atti di violenza cieca che vedono protagonisti i giovani costituisce forse la sfida più radicale del presente. Rifiutare le letture morbosamente sensazionalistiche offerte (imposte) dai media attraverso la ricerca delle cause profonde che hanno reso “normali” certe tragedie, può forse rappresentare il primo passo per alimentare speranza. E ritrovare la rotta.